L’uomo vero
Posted by Max on Sunday Feb 28, 2010 Under Cogito ergo sumVi state chiedendo come mai il vostro ragazzo vi ha lasciato per un’altra?
Vi state chiedendo come mai sembrasse tanto gentile, disponibile e premuroso fintanto che non avete fatto sesso?
Vi state chiedendo come sia possibile che vi considerasse la più bella del mondo e che ora stia con la vostra migliore amica?
Donne il problema non siete voi. Anzi si. Ma andiamo con ordine.
- Macro categorie machili
Ragazzo “A”
Status fisico: Ci tiene al suo aspetto fisico, lo vedete la domenica mattina correre al parco e il sabato pomeriggio nel solarium, l’unico sforzo fisico che fa è in palestra, alza 50 chili con un solo bicipite, ma non ha mai utilizzato una pala in vita sua o riparato un rubinetto.
Forma mentis: Pensa che cucinare sia una cosa da “femmine”, ma si rasa le sopracciglia nel mezzo della fronte dall’estetista, con un risultato estetico paragonabile ai crop circles ma in fronte. La sua cultura rasenta lo zero assoluto, più che una cultura è una “cul-tura”. Non ha mai aperto un libro in vita sua, se lo ha aperto è stato per sventolarsi, niente più.
Modus operandi: Vi fa una corte spietata, non vi lascia respiro, vi riempie di attenzioni, ci prova come un chiwawa arrapato che si attacca alla gambe.
Vi manda messaggini con il cellulare con scritto “sei la stella più lucente nel cielo” la maggior parte dell’ispirazione la trova qui.
È una persona espansiva ed estroversa.
Ragazzo “B”
Status fisico: Brutto e grasso. Medaglia d’oro nel lancio di coriandoli alle olimpiadi speciali, indossa un marsupio per tenere il portafogli, la tessera della biblioteca, l’inalatore per l’asma e il Nintendo DS.
Indossa camicie a quadri e le scarpe di mio nonno che ora indossa le nike anche se è sepolto 6 metri sotto terra.
Forma mentis: Il suo dilemma più grande è se la luce sia un’onda o una particella, o se bisogna considerare un universo a undici dimensioni per far quadrare la teoria quantistica con la relatività generale. È un esperto di informatica è in grado di connettersi wireless al tuo cellulare utilizzando solo un filo di rame, una patata, e 4 grammi di silicio.
Modus operandi: È così timido che se gli chiedete l’ora arrossisce e scappa via, ma purtroppo inciampa su un sasso e cade di faccia per terra rompendosi gli incisivi, ma ora il suo sorriso ha il fascino medievale di un oratore apocalittico.
Scommetto i gioielli di famiglia che se siete state mollate da qualcuno, quel qualcuno è il Ragazzo “A”.
- La sindrome del cacciatore
Si tratta di un fenomeno molto diffuso tra i soggetti maschi adulti della nostra società, consiste nell’ottenere più partner sessuali possibili a qualunque costo.
Le motivazioni
La necessità di sentirsi “virile” – Nella nostra società Italo-cristiana, è un fatto molto serio, un uomo è obbligato socialmente ad uniformarsi ad uno schema comportamentale prestabilito, pena l’esilio dal gruppo sociale.
Per farvi un esempio contestuale e concreto, qualche decennio fa il codice penale consentiva che fosse ridotta la pena per chi uccidesse la moglie, la figlia o la sorella al fine di difendere “l’onor suo o della famiglia”
Codice Penale, art. 587
Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia, è punito con la reclusione da tre a sette anni. Alla stessa pena soggiace chi, nelle dette circostanze, cagiona la morte della persona che sia in illegittima relazione carnale col coniuge, con la figlia o con la sorella.
In realtà commettere un omicidio per difendere l’onor proprio o della famiglia (qualunque cosa voglia dire) era una cosa obbligatoria, perché se tua moglie al tempo ti metteva le corna, ti gridavano cornuto dai balconi additandoti come un appestato, particolarmente alterati come se fosse un argomento strettamente correlato alle altrui esistenze.
Ossia o sparavi in fronte a tua moglie, o per il resto dei tuoi giorni ti gridavano cornuto dai balconi. Non è che ci fosse molta scelta a ben vedere (per quanto possa essere grande un amore intendo), quindi era anche logico che ci fosse una riduzione della pena. Fortunatamente la legge viene sempre incontro alle assurdità del genere umano.
Il maschio italiano, ha un obbligo morale di essere “un vero uomo” pesantissimo, la sua personale reputazione e il suo ruolo sociale sono strettamente correlati alla visione che la società ha della sua virilità.
Avere una moltitudine di partner sessuali è strettamente correlato alla visione sociale maschile, sei un “vero uomo” se la tua vita sessuale è “intensa”.
Il ragazzo “A” rientra nella categoria degli individui maschi con la sindrome del cacciatore. Dove ogni aspetto comportamentale e di personalità è modellato con il preciso fine di ottenere una nuova partner sessuale.
Il suo fare premuroso, pieno di attenzioni, il suo approccio relazionale basato sul coinvolgimento emotivo, la sua personalità estroversa, sono tutte caratteristiche risultato della precisa necessità di avere una nuova partner sessuale e dunque di essere “un vero uomo” agli occhi della società.
È un uomo destinato a non essere mai se stesso, è un uomo destinato ad essere uno stereotipo solo per essere accettato da altri stereotipi.
- La sindrome di Schwarzenegger
Un uomo ha due scelte nella vita, o passa tre ore al giorno in palestra per pompare i pettorali e i bicipiti, o impara a riparare i rubinetti.
Traduco: Se passi tre ore in palestra al giorno sicuramente il tuo fisico sarà scolpito, ma di certo non hai avuto tempo per fare qualche cosa di realmente faticoso e utile come riparare delle tubature, che non ti fa venire i muscoli ma ti fa sudare ugualmente.
Non puoi pretendere da uno che passa il suo tempo in palestra che poi sappia anche fare qualcosa di utile nella vita reale. Perché il tempo al contrario delle altre tre dimensioni ha una sola direzione.
Quindi le capacità pratiche di un individuo possono essere funzione inversa della sua massa muscolare.
Il “vero uomo”, nella nostra società odierna non è quello che dovrebbe essere, non è un uomo realmente forte in grado di gestire situazioni realmente problematiche, è un uomo che sa sollevare 50 chili, ma se si rompe il rubinetto chiama l’idraulico e intanto va in palestra.
Il “vero uomo”, nella nostra società italo-cristiana non è in grado di combattere per la giustizia e la verità, ma è quello che tiene il busto di Gesù Cristo sul comodino e l’amante sul letto, il tutto per salvare le apparenze.
Il “vero uomo”, nella nostra realtà è una barzelletta, e pure brutta. Spesso le donne cadono in questo tranello, nella romantica idea che una persona che sembra in un determinato modo, sia in un determinato modo.
Se una persona vi fa sentire speciali non vuol dire che siate speciali, perché se avete bisogno di qualcuno che vi faccia sentire speciali, evidentemente non lo siete.
I rapporti non sono facili, non esiste l’amore incondizionato, se un uomo vi tratta come una dea è perché ha un fine ben preciso. L’amore non è una cosa dovuta, è una cosa che si guadagna, come il rispetto. E se siete attratte dalla bellezza o dalla forza apparente è giusto che veniate miseramente fregate, esattamente come la frutta di plastica che appare bellissima, lucida e colorata, ma che non ha sapore.






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